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COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA - - da:wikipedia
« L'Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. » http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana
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Riporto il servizio girato dell'ultima udienza del processo a Marcello Dell'Utri di oggi venerdì 9 ottobre. Testo dell'intervento E' proseguita anche oggi davanti alla seconda sezione penale della Corte d’Appello di Palermo la requisitoria del Procuratore Generale, Nino Gatto, nel processo di secondo grado a carico del senatore del PDL Marcello Dell’Utri. Nel corso della scorsa udienza il PG si era soffermato sul ruolo svolto dal mafioso Vittorio Mangano presso la residenza di Silvio Berlusconi. Mangano è stato descritto come “il simbolo della protezione accordata da Cosa Nostra a Berlusconi”. Grazie all’intermediazione dell’imputato Marcello Dell’Utri, infatti, Berlusconi conobbe – secondo la testimonianza del pentito Galliano – rimanendone affascinato, il capo mafia Stefano Bontate. Così, stringendo una mano dopo l’altra, quel giovane imprenditore, che poi sarebbe diventato l’uomo più potente d’Italia, poté dormire sonni tranquilli. Oggi il Procuratore Generale si è soffermato sull’analisi delle eccezioni della difesa sull’attendibilità di alcuni collaboratori che hanno permesso nel processo di primo grado di dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, il ruolo di cerniera svolto da Marcello Dell’Utri tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi. Da qui la condanna in primo grado a 9 anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Gli avvocati della difesa hanno messo in discussione l’attendibilità delle testimonianze alcuni collaboratori. In particolare contro Francesco Di Carlo il collegio difensivo, composto dagli avvocati Di Peri, Federico, Mormino e Sammarco, produceva una sentenza della Cassazione che – secondo il loro parere – sancendo la mancanza di pentimento del Di Carlo per i reati commessi ne avrebbe compromesso la credibilità in ordine alle dichiarazioni rese alla Corte. Ma il PG Nino Gatto, leggendo la stessa sentenza avrebbe riscontrato che l’affermazione secondo la quale Di Carlo non avrebbe mostrato segni di pentimento in realtà era diversa: la Cassazione non era in grado di rilevare, né poteva farlo, se Di Carlo fosse o meno pentito per i reati commessi. La discussione si è poi spostata su ulteriori episodi che dimostrerebbero l’ampio ventaglio di amicizie mafiose di Dell’Utri e di come chi lo conoscesse utilizzasse i suoi buoni uffici per ottenere favori o posti di lavoro. E’ il caso, ad esempio, del provino al Milan ottenuto per l’allora giovanissimo, ma già promettente, calciatore Gaetano D’Agostino oggi in forza all’Udinese e con qualche presenza in Nazionale. Tra il 1992 ed il 1994 il padre Giuseppe D’Agostino, che all’epoca faceva l’allenatore dilettante, si rivolge a tale Carmelo Barone che gli parla della possibilità di un provino al Milan per il giovane figlioletto. Provino che avvenne senza il concretizzarsi dell’ingaggio a causa dell’età del piccolo Gaetano e del regolamento federale che imponeva ai familiari il trasferimento a Milano della famiglia. Una condizione che non rientrava nelle possibilità economiche dei D’Agostino ma che Dell’Utri avrebbe potuto favorire offrendo un posto di lavoro. Ma Carmelo Barone, del quale Dell’Utri nega la conoscenza nonostante il suo nome comparisse nelle sue agende, avrebbe perso la vita poco tempo dopo ridimensionando le aspirazioni di Giuseppe D’Agostino. Tempo dopo però questi favorì la latitanza dei fratelli Graviano. Saranno loro ad intercedere nuovamente presso Marcello Dell’Utri facendo ottenere, nel 1994, un nuovo provino al giovane Gaetano. La ricostruzione dei fatti del Procuratore Generale è stata contestata da Marcello Dell’Utri con una nota nella quale afferma di non conoscere i fratelli Graviano. Ma secondo il PG ed i Giudici di primo grado la morte di Carmelo Barone lascia al D’Agostino, come unico canale verso la dirigenza del Milano, quindi di Dell’Utri, quello dei fratelli Graviano. Marcello Dell’Utri segnalò il calciatore e la circostanza è stata già confermata dal teste Francesco Zagatti all’epoca capo degli osservatori del Milan. La requisitoria è poi proseguita con la ricostruzione degli attentati incendiari subiti dai magazzini Standa di Catania. Una vicenda che comproverà ulteriormente la commissione, da parte dell’imputato Dell’Utri, di un’ennesima condotta di mediazione tra gli interessi di “Cosa Nostra” e quelli del gruppo imprenditoriale nel quale egli era (e continua ad essere) inserito. Prossima udienza, forse l’ultima dedicata alla requisitoria, venerdì16 ottobre.
Controinformazione. Quella ufficiale vi ha raccontato di un “criminale”, Gioacchino Genchi, che per conto di un altro “criminale”, Luigi De Magistris, plagiando il “metodo Di Pietro”, si son messi ad indagare e a fare atti illegittimi. Sapete cos'ha fatto De Magistris e di cosa è accusato? E' accusato di aver utilizzato la password, fornita dal Comune di Catania, per vedere l'anagrafe dei contribuenti in quanto gli servivano per alcune inchieste. E' vero che lui ha avuto accesso all'anagrafe di Catania, ma perché è stato autorizzato dal magistrato di volta in volta. Allora, che illegittimità c'è sul fatto che Genchi, su autorizzazione del magistrato, va a guardare alcuni contribuenti e la loro dichiarazione dei redditi? Nulla, salvo che, appunto, c'è qualcuno che non vuole farle vedere. Di che cos'altro è accusato Genchi? E' accusato di aver visionato le utenze telefoniche sia di persone appartenenti ai servizi segreti, quindi “violando” il segreto di Stato, sia di parlamentari, quindi “violando” il privilegio che hanno i parlamentari di non poter essere intercettati né controllati sulle telefonate da loro effettuate e sulle telefonate ricevute. Il problema è un altro: ci sono dei telefoni che vengono usati dai parlamentari, ma che non sono intestati a loro, e per poter sapere se sono in uso a loro bisogna andare a vedere chi ha fatto la telefonata e chi ha ricevuto la telefonata, ma per poterlo fare c'è bisogno del tabulato. E' un cane che si morde la coda. Se non sai a chi appartiene quel telefono devi per forza acquisire i documenti, e i docu"
Boicotta berlusconi Liberi dai partiti Inercettazione berlusconi cuff ... Audiointervista a gioacchino g ... E' disponibile il TERZO DVD di Passaparola: 'MAFIOCRAZIA'
Sommario della puntata: Le telefonate tra Cuffaro e Berlusconi Non aprite quei cassetti Una “curiosa” perquisizione Un reato inesistente I presunti abusi d'ufficio Il telefonino di Mastella Indagato per non aver commesso il fatto Testo: 'Buongiorno a tutti. Ricominciano a succedere strane cose a Palermo. Lo sapete se avete letto Repubblica, che è l'unico giornale, credo, che se ne sia occupato; o se avete letto il blog di Grillo: il presidente della Commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini, Forza Italia, è indagato per una brutta storia – presunta naturalmente, infatti per il momento è soltanto indagato – di riciclaggio del denaro della famiglia Ciancimino, cioè del vecchio sindaco mafioso legato al clan dei Corleonesi di Palermo. Quel Ciancimino che poi gestì la trattativa, insieme a due ufficiali del ROS, durante le stragi e dopo le stragi fino al giorno della cattura di Riina, della mancata perquisizione del covo di Riina. Insomma, chi segue i nostri blog e le nostre attività, di questo sicuramente qualcosa ricorda. Bene, la procura di Palermo è impegnata in questa indagine, che non è un'indagine nuova: semplicemente i magistrati hanno aperto qualche armadio rimasto chiuso sotto la vecchia gestione del vecchio procuratore Grasso, e hanno scoperto che c'erano delle interessantissime notizie di reato – inter"
Michelle Obama trasforma i roseti della Casa Bianca in orti. Petali in zucchine. Orti di pace. Vantaggi indiscutibili: verdura fresca, nessun costo di trasporto, meno CO2, divertimento. Si mangerà local. La battaglia delle carote contro il petrolio. Il local food contro la global shit. E' la fine del pomodoro cinese e della bistecca argentina. Là dove c'è il cemento ci sarà un orto di quartiere. Michelle, ma belle..."
Qualche giorno fa mi ha scritto una ragazza di nome Gisella, adolescente blogger, chiedendomi aiuto per un'email intimidatoria ricevuta a nome, e a firma, dell'ex senatore siciliano Nino Strano. La sua faccia l'Italia la ricorda per la mortadella in bocca esibita a Palazzo Madama quando il governo Prodi cadde ad opera del tradimento di Clemente Mastella. Nessuno ricorda però le sue scuse per quel gesto, nemmeno io. E mentre i cittadini, soprattutto gli italiani, dimenticano, la Rete ed i suoi frequentatori ne tengono viva la memoria. Nel nostro Paese è pieno di persone per bene, che non avrebbero mai compiuto un gesto del genere, sarebbe stato certamente più elegante se il Pdl lo avesse messo da parte. Ed invece no, lo promuovono degno di rappresentare il popolo italiano in Europa e lo candidano alle europee di giugno, come lui stesso spiega orgoglioso nel suo blog. Cara Gisella, sono dalla tua parte, e quando Strano ti intima di occuparti di tematiche ben più importanti rispondigli che lo stai facendo. Scegliere chi ti rappresenta in Europa è una questione che ti riguarda, è il tuo futuro che non vuoi lasciare nelle mani di gente come lui. Cara Gisella, chissà quanti altri personaggi 'strani strani' conterranno le liste dei partiti, ci sarà da schifarsi. Ti invito a seguire il mio blog, in settimana, a partire da martedì, presenterò alcune candidature di cui non vergognarsi, gente onesta della società civile. Nessun politico di professione. La lettera di Gisella: 'Carissimo Di Pietro, sono una blogger e video-maker da qualche anno (la mia piccola roccaforte è www.gisa.splinder.com e il mio canal"
Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Impregilo-Bassolino di mercoledì 10 marzo. 'Mercoledì 10 marzo nell'aula bunker del carcere di Poggioreale di Napoli si è tenuta l'ennesima udienza del processo Bassolino. Il controesame dei difensori ha puntato sulla scarsa attuazione del piano di raccolta differenziata. In particolare Paolo Siniscalchi, difensore di Fisia Italimpianti, ha detto che siccome gli impianti campani erano uguali a quelli installati a Cagliari, ancora oggi in funzione, il problema era la differenziazione dei rifiuti che non c'è stata, a differenza di quanto imponeva il piano regionale. I rifiuti indifferenziati, durante la combustione, producevano un potere calorifico inferiore al necessario, rendendo vani i tentativi di produrre il CDR. Il problema, secondo Siniscalchi, era sollevato anche dal personale, che lamentava difficoltà di gestione dei flussi di rifiuti in entrata, superiori a quelli supportati dagli impianti. Alle 15 è stata la volta dell'ex senatore Sodano. Da un suo esposto cominciarono le indagini sul ciclo dei rifiuti hanno portato al processo Bassolino: lo ha detto in aula l'ex presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, durante la sua deposizione. «Giulio Facchi, imputato nel processo, mi aveva segnalato molti punti critici nel ciclo dei rifiuti. Uno dei principali era che gli impianti producevano ecoballe senza che l'inceneritore fosse pronto per bruciarle. Perciò venivano stoccate per tempi lunghissimi trasformando i siti in discariche, senza averne le caratteristiche di sicurezza. Punti critici"
(Roma) Verranno presentato questa mattina, venerdì 13 marzo, alle ore 11.00, nella Sala della Stampa Estera di via dell`Umiltà, i dati sulla violenza contro le donne, che come ogni anno Telefono Rosa raccoglie nella relazione “Le voci segrete della violenza. I dati, analizzati dall’Istituto di ricerca Swg, in base alle richieste di aiuto di donne ricevute nel 2008 da Telefono Rosa, non si discostano di molto da quelli dello scorso anno, e confermano l’aumento delle violenze alle donne ad opera, nel 52% dei casi, del marito o partner. 1430 sono state le donne che nel 2008 hanno subito o subiscono tuttora violenza all`interno di una relazione affettiva e spesso all`interno delle mura domestiche. 1744 le donne - 1457 italiane e 287 straniere - contro le 1492 del 2007, ricevute lo scorso anno dall’associazione. “I dati - dichiara la presidente di telefono Rosa Gabriella Moscatelli - ci dicono che, ancora una volta, a perpetrare la violenza è l`uomo di cui si sono fidate, che hanno amato e che dice di amarle”. 'Se la violenza sessuale da uno sconosciuto per la strada ci fa inorridire, dovremmo reagire con altrettanto sdegno quando viene commessa in nome 'dell`amore' - dichiara Moscatelli che annuncia una lettura dei dati capace di dare molti spunti a chi si occupa di questo tremendo problema sociale. 'La violenza che incontriamo, ascoltando le donne nella nostra sede, è spesso drammaticamente diversa e persino, se possibile, più feroce di ciò che raccontano le cronache', aggiunge la presidente,"
Il ponte sullo stretto = banan ... Ricca e dellutri Cuffaro vattene! Ignazio aloisi, ucciso dalla m ... La Sicilia è la regione italiana più povera. Ha la disoccupazione più alta. La Sicilia è il nostro Far West Oscuro. In Sicilia ci sono i fichi d'india, i cannoli e i morti ammazzati. Gli eroi italiani sono spesso siciliani. I mafiosi non sempre sono siciliani. L'elenco degli eroi siciliani del dopoguerra è sterminato. Una mattanza. Mi domando talvolta se Borsellino (siciliano) e Falcone (sicilano) sarebbero ancora vivi se la Sicilia fosse una nazione indipendente. Il tritolo per Borsellino arrivò dal continente. Gli spostamenti di Falcone furono tracciati da Roma. La Sicilia in povertà, soggetta alla criminalità, è un serbatoio di elettori. Chi controlla il pacchetto di voti controlla la politica nazionale. E' successo con Andreotti e il suo referente Lima. Più tardi vi furono 61 seggi su 61 assegnati a Forza Italia. Una percentuale imbarazzante persino per Ceaucescu. La Sicilia è il banco del Parlamento italiano. Una strana condizione. Gli equilibri della politica nazionale sono influenzati dalla regione ultima per reddito pro capite. Il valore del siciliano è nell'urna. La Sicilia ha più abitanti di Irlanda e Norvegia. Mussolini inviò il prefetto Mori in Sicilia. La trattò come una colonia. Qualche risultato lo ottenne, ma si fermò di fronte ai notabili. Stabilì con loro un patto di non belligeranza. La seconda guerra mondiale in Sicilia la vinsero in due: gli Stati Uniti e la mafia americana. L'esercito alleato fece una passeggiata in Sicilia. Una gita in confronto alla resistenza che incontrò dopo. Qualcuno gli"
Dopo Tremorti anche la Marcegaglia degli inceneritori ha capito che c'è la crisi. Ha dichiarato: 'La crisi è reale, non è boutade mediatica'. Ha aggiunto: 'Questo è il momento di usare il linguaggio della verità. Tacere significherebbe tradire il Paese'. E infine: 'Servono soldi veri'. Quanto ci vorrà perchè la Confindustria scarichi il Governo? La crisi c'è da mesi, centinaia di migliaia di disoccupati e migliaia di aziende hanno già chiuso. In cambio di barzellette, nucleare, ponti sullo Stretto dello psiconano. Lo sentite il rumore degli zoccoli dei bisonti? A giugno lo sentirete meglio."
Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati di ieri, mercoledi 11 marzo, dove ho illustrato la pregiudiziale di costituzionalità dell'Italia dei Valori al ddl sulle intercettazioni. Testo dell'intervento: 'Signor Presidente, le intercettazioni telefoniche, come noto, sono uno strumento per cercare la prova dei reati. In realtà, in questo provvedimento vi sono disposizioni che non hanno nulla a che vedere con le intercettazioni e che sono state introdotte, evidentemente, per fini diversi da quelli delle intercettazioni. Ebbene, nell'insieme delle disposizioni che sono state presentate, noi dell'Italia dei Valori abbiamo evidenziato ben dodici questioni di legittimità costituzionale. Non so se in dieci minuti avrò il tempo di illustrarle tutte e dodici, ma ovviamente ci riportiamo al testo scritto anche perché, di fronte al silenzio - oserei dire al menefreghismo - di una parte di questo Parlamento, ci penserà la Corte costituzionale, appena sarà interessata dalle singole procure e dai singoli tribunali, a ripristinare un minimo di legalità costituzionale rispetto a questo disegno di legge pluri-incostituzionale che stiamo - che state - varando. Allora dovete sapere che, proprio perché è così incostituzionale, questa legge finirà ancora di più per bloccare il lavoro della polizia e della magistratura per combattere la criminalità perché molti processi, soprattutto i più gravi e i più delicati, si bloccheranno nelle aule giudiziarie per aspettare che la Corte costituzionale si pronunci su una miriade di questioni di incostituzionalità che si ritrovano."
Da qualche tempo si parlava di un accordo tra Italia dei Valori e la lista “dei senza partito” che annoverava tra le sue fila nomi di persone che stimo. Poi tutto è sfumato, e sulle agenzie leggo le dichiarazioni di Paolo Flores D’Arcais, direttore di Micromega, che parlano di un “errore” dell’Italia dei Valori nel non “imbarcare”, alle prossime elezioni europee, un movimento fatto di voci libere ed indipendenti che oggi non trovano collocazione nell’attuale contesto partitocratrico. A Paolo Flores D’Arcais, e a tutti i cittadini, voglio assicurare che l’Italia dei Valori è stata, ed è, aperta a candidature e persone che vogliono mantenere la loro indipendenza affidando il loro contributo alla forte professionalità di cui dispongono e alla storia umana che rappresentano. Lo dimostrano i fatti, ed anche alcuni parlamentari che oggi, sotto il nostro simbolo, esprimono liberamente ideali che condividiamo. Penso, ad esempio, al deputato Beppe Giulietti dell’associazione Articolo21, o al senatore Elio Lannutti, giornalista e presidente dell'associazione dei consumatori indipendente Adusbef. L’Italia dei Valori è aperta alla professionalità e al valore di tutti coloro che credono nei principi che oggi rappresentiamo in via del tutto unica e riconoscibile nel contesto politico del Paese. Non è dunque un vessillo o un simbolo che determinano la riconoscibilità di suddetti principi ma la faccia, e l’impegno, che ciascuno di noi investe nel promuovere ideali di lealtà, onestà ed equilibrio. Concludo invitando i cittadini a farsi avanti, senza tessere, senza patti di sangue, senza"
La procura di Roma ha disposto la perquisizione dell'abitazione-ufficio del consulente informatico Gioacchino Genchi, nell'ambito dell'inchiesta in cui è indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy. Ad eseguire il mandato i ROS. Genchi, indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy, dopo 20 anni di collaborazione come consulente delle istituzioni, ad un tratto il suo nome viene pubblicato su tutti i giornali, passa su tutti i Tg come uomo a cui Luigi De Magistris affidava le intercettazioni nelle indagini Why Not e Poseidon. I politici fanno quadrato contro De Magistris e Genchi, tutti, ad eccezione dell’Italia dei Valori. In Senato Francesco Rutelli, presidente del Copasir, il “Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”, nell’ambigua posizione di persona interessata dalle indagini sulle intercettazioni, come ha dichiarato lo stesso Genchi anche in un’intervista apparsa il 27 febbraio nel blog di Grillo e ripresa anche nel mio blog, relaziona sulle verifiche condotte sull’operato del consulente. Relazione che descrive pericoli ed irregolarità con numeri da grandi occasioni: tra i 14 e i 18 milioni di righe di traffico telefonico archiviate in pochi giorni. Il Sismi compare tra gli organi intercettati. Inaudito, e scoppia la falsa indignazione del Parlamento. Nessuno prendere in considerazione le parole del pm De Magistris che liquida le dichiarazioni di Rutelli ed 'il caso Genchi' come 'una grande bufala' per screditare la validità dei risultati nelle indagini a lui sottratte. Chi ha paura di Genchi? Oppure: da quando si è cominciato a parlare di Gioacchino Genchi? La risposta a una di queste d"
Antonio Di Pietro: Grandi opere, grandi bluff: "Riporto una mia intervista, rilasciata ieri al quotidiano L'Unità, dove spiego l'origine, i percorsi e la destinazione dei 18 miliardi annunciati dal governo per avviare i cantieri delle grandi opere. L'Unità: Cos’è il piano infrastrutture? Antonio Di Pietro: «Il governo Berlusconi 2001-2006 fece la Legge Obiettivo, procedure semplificate per grandi opere necessarie». L'Unità: Che lei ha condiviso? Antonio Di Pietro: «Che in linea di principio l’Ulivo, tranne qualche resistenza, ha condiviso. Criticammo pero’ il piano perchè il governo aveva individuato una serie di opere inutili e non realizzabili. Servivano 130 miliardi subito, per cominciarle. Altri 200 per completarle. Un libro dei sogni in cui ognuno aveva cercato di metterci il ponte di casa sua». L'Unità: Nel 2006 vince l’Unione e conferma la legge Obiettivo. Antonio Di Pietro: «Cercando però di riempirla di contenuti possibili. Come ministro delle Infrastrutture, andando regione per regione dopo aver discusso con tutti i governatori, individuammo 30 miliardi da spendere in cinque anni per una lista di opere scelte dalle stesse regioni perché necessarie ai rispettivi territori». L'Unità: L’Unità ha pubblicato mercoledì l’elenco di opere prioritarie per la Calabria, soprattutto strade. Nel piano attuale non ne è rimasta mezza. Antonio Di Pietro: «Appunto. Questo per dire che noi non siamo quelli del “No”, sempre, a prescindere. Ma quelli del fare quello che serve ed è possibile». L'Unità: Priorità e urgenze invece che sogni grandiosi. Ad esempio? Antonio Di Pietro: «Il nodo ferroviario di Pal"
l'idea è di creare un centro di dialogo,di dibattito politico e sociale, perchè il pensiero "buono" esiste ancora, non si è globalizzato..
L'italia potrebbe essere il paese dei sogni se non fossimo governati, da sempre, e da tutti,da dei.... mi ricordano tanto il gatto e la volpe!
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Ho cambiato diversi lavori nella mia vita, ho sempre cercato di fare quello che mi stimolasse di più, quello che più mi rendesse piacevole alzarmi al mattino... ora da sette anni ho trasformato l'hobby in lavoro, cucinare..si, cucinare! sono uno chef e penso anche bravino...dove? nella città dove vivo, Siena... un pò di pubblicità personale non penso sia un male, no? ultimo evento pubblico http://www.confesercenti.siena.it/Default.asp?riq=1&dettNews=27165
Vacanze in Sud America
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Pronti, partenza, via! Le vacanze, tanto agognate per i più, a volte
arrivano e ti trascinano in un turbine di emozioni e sensazioni che mai
lasceranno la ...
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