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sabato 28 agosto 2010

da: antoniodipietro.it I QUAQUARAQUA...

"I quaquaraqua' e i millantatori" di Antonio Di Pietro | 28 Agosto 2010
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

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giovedì 10 dicembre 2009

lunedì 12 ottobre 2009

processo Dell'Utri da:antoniodipietro.it


Riporto il servizio girato dell'ultima udienza del processo a Marcello Dell'Utri di oggi venerdì 9 ottobre.
Testo dell'intervento
E' proseguita anche oggi davanti alla seconda sezione penale della Corte d’Appello di Palermo la requisitoria del Procuratore Generale, Nino Gatto, nel processo di secondo grado a carico del senatore del PDL Marcello Dell’Utri.
Nel corso della scorsa udienza il PG si era soffermato sul ruolo svolto dal mafioso Vittorio Mangano presso la residenza di Silvio Berlusconi. Mangano è stato descritto come “il simbolo della protezione accordata da Cosa Nostra a Berlusconi”. Grazie all’intermediazione dell’imputato Marcello Dell’Utri, infatti, Berlusconi conobbe – secondo la testimonianza del pentito Galliano – rimanendone affascinato, il capo mafia Stefano Bontate. Così, stringendo una mano dopo l’altra, quel giovane imprenditore, che poi sarebbe diventato l’uomo più potente d’Italia, poté dormire sonni tranquilli.
Oggi il Procuratore Generale si è soffermato sull’analisi delle eccezioni della difesa sull’attendibilità di alcuni collaboratori che hanno permesso nel processo di primo grado di dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, il ruolo di cerniera svolto da Marcello Dell’Utri tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi. Da qui la condanna in primo grado a 9 anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Gli avvocati della difesa hanno messo in discussione l’attendibilità delle testimonianze alcuni collaboratori. In particolare contro Francesco Di Carlo il collegio difensivo, composto dagli avvocati Di Peri, Federico, Mormino e Sammarco, produceva una sentenza della Cassazione che – secondo il loro parere – sancendo la mancanza di pentimento del Di Carlo per i reati commessi ne avrebbe compromesso la credibilità in ordine alle dichiarazioni rese alla Corte. Ma il PG Nino Gatto, leggendo la stessa sentenza avrebbe riscontrato che l’affermazione secondo la quale Di Carlo non avrebbe mostrato segni di pentimento in realtà era diversa: la Cassazione non era in grado di rilevare, né poteva farlo, se Di Carlo fosse o meno pentito per i reati commessi.
La discussione si è poi spostata su ulteriori episodi che dimostrerebbero l’ampio ventaglio di amicizie mafiose di Dell’Utri e di come chi lo conoscesse utilizzasse i suoi buoni uffici per ottenere favori o posti di lavoro.
E’ il caso, ad esempio, del provino al Milan ottenuto per l’allora giovanissimo, ma già promettente, calciatore Gaetano D’Agostino oggi in forza all’Udinese e con qualche presenza in Nazionale.
Tra il 1992 ed il 1994 il padre Giuseppe D’Agostino, che all’epoca faceva l’allenatore dilettante, si rivolge a tale Carmelo Barone che gli parla della possibilità di un provino al Milan per il giovane figlioletto.
Provino che avvenne senza il concretizzarsi dell’ingaggio a causa dell’età del piccolo Gaetano e del regolamento federale che imponeva ai familiari il trasferimento a Milano della famiglia. Una condizione che non rientrava nelle possibilità economiche dei D’Agostino ma che Dell’Utri avrebbe potuto favorire offrendo un posto di lavoro.
Ma Carmelo Barone, del quale Dell’Utri nega la conoscenza nonostante il suo nome comparisse nelle sue agende, avrebbe perso la vita poco tempo dopo ridimensionando le aspirazioni di Giuseppe D’Agostino.
Tempo dopo però questi favorì la latitanza dei fratelli Graviano. Saranno loro ad intercedere nuovamente presso Marcello Dell’Utri facendo ottenere, nel 1994, un nuovo provino al giovane Gaetano.
La ricostruzione dei fatti del Procuratore Generale è stata contestata da Marcello Dell’Utri con una nota nella quale afferma di non conoscere i fratelli Graviano.
Ma secondo il PG ed i Giudici di primo grado la morte di Carmelo Barone lascia al D’Agostino, come unico canale verso la dirigenza del Milano, quindi di Dell’Utri, quello dei fratelli Graviano.
Marcello Dell’Utri segnalò il calciatore e la circostanza è stata già confermata dal teste Francesco Zagatti all’epoca capo degli osservatori del Milan.
La requisitoria è poi proseguita con la ricostruzione degli attentati incendiari subiti dai magazzini Standa di Catania. Una vicenda che comproverà ulteriormente la commissione, da parte dell’imputato Dell’Utri, di un’ennesima condotta di mediazione tra gli interessi di “Cosa Nostra” e quelli del gruppo imprenditoriale nel quale egli era (e continua ad essere) inserito.
Prossima udienza, forse l’ultima dedicata alla requisitoria, venerdì16 ottobre.
"Lodo: comunque troppo tardi" di Antonio Di Pietro | 8 Ottobre 2009
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lunedì 25 maggio 2009

"Su cosa Mills ha mentito" di Antonio Di Pietro | 20 Maggio 2009
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"Ignobili applausi" di Antonio Di Pietro | 22 Maggio 2009
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"Lotta per i diritti - Luigi de Magistris" di Antonio Di Pietro | 23 Maggio 2009
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martedì 17 marzo 2009

Antonio Di Pietro: Genchi: informazione orizzontale

Antonio Di Pietro: Genchi: informazione orizzontale: "17 Marzo 2009
Genchi: informazione orizzontale

Controinformazione. Quella ufficiale vi ha raccontato di un “criminale”, Gioacchino Genchi, che per conto di un altro “criminale”, Luigi De Magistris, plagiando il “metodo Di Pietro”, si son messi ad indagare e a fare atti illegittimi.
Sapete cos'ha fatto De Magistris e di cosa è accusato? E' accusato di aver utilizzato la password, fornita dal Comune di Catania, per vedere l'anagrafe dei contribuenti in quanto gli servivano per alcune inchieste. E' vero che lui ha avuto accesso all'anagrafe di Catania, ma perché è stato autorizzato dal magistrato di volta in volta. Allora, che illegittimità c'è sul fatto che Genchi, su autorizzazione del magistrato, va a guardare alcuni contribuenti e la loro dichiarazione dei redditi? Nulla, salvo che, appunto, c'è qualcuno che non vuole farle vedere.
Di che cos'altro è accusato Genchi? E' accusato di aver visionato le utenze telefoniche sia di persone appartenenti ai servizi segreti, quindi “violando” il segreto di Stato, sia di parlamentari, quindi “violando” il privilegio che hanno i parlamentari di non poter essere intercettati né controllati sulle telefonate da loro effettuate e sulle telefonate ricevute. Il problema è un altro: ci sono dei telefoni che vengono usati dai parlamentari, ma che non sono intestati a loro, e per poter sapere se sono in uso a loro bisogna andare a vedere chi ha fatto la telefonata e chi ha ricevuto la telefonata, ma per poterlo fare c'è bisogno del tabulato. E' un cane che si morde la coda.
Se non sai a chi appartiene quel telefono devi per forza acquisire i documenti, e i docu"

Blog di Beppe Grillo - Strane cose a Palermo

Blog di Beppe Grillo - Strane cose a Palermo: "16 Marzo 2009
Strane cose a Palermo



Boicotta berlusconi
Liberi dai partiti
Inercettazione berlusconi cuff ...
Audiointervista a gioacchino g ...
E' disponibile il TERZO DVD di Passaparola: 'MAFIOCRAZIA'


Sommario della puntata:
Le telefonate tra Cuffaro e Berlusconi
Non aprite quei cassetti
Una “curiosa” perquisizione
Un reato inesistente
I presunti abusi d'ufficio
Il telefonino di Mastella
Indagato per non aver commesso il fatto
Testo:
'Buongiorno a tutti.
Ricominciano a succedere strane cose a Palermo. Lo sapete se avete letto Repubblica, che è l'unico giornale, credo, che se ne sia occupato; o se avete letto il blog di Grillo: il presidente della Commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini, Forza Italia, è indagato per una brutta storia – presunta naturalmente, infatti per il momento è soltanto indagato – di riciclaggio del denaro della famiglia Ciancimino, cioè del vecchio sindaco mafioso legato al clan dei Corleonesi di Palermo.
Quel Ciancimino che poi gestì la trattativa, insieme a due ufficiali del ROS, durante le stragi e dopo le stragi fino al giorno della cattura di Riina, della mancata perquisizione del covo di Riina.
Insomma, chi segue i nostri blog e le nostre attività, di questo sicuramente qualcosa ricorda.
Bene, la procura di Palermo è impegnata in questa indagine, che non è un'indagine nuova: semplicemente i magistrati hanno aperto qualche armadio rimasto chiuso sotto la vecchia gestione del vecchio procuratore Grasso, e hanno scoperto che c'erano delle interessantissime notizie di reato – inter"

BERLUSCONI SULL'ISOLA DI LOST

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