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sabato 31 gennaio 2009

la bialetti e gli stupri da:ilpaesedelledonneonline

La Bialetti e gli stupri
Un giovane uomo appena sveglio, con alle spalle una donna bionda sul suo letto, sta per andare a farsi un cappuccino con la sua nuova Bialetti, ma, a un tratto, si ferma a pensare se invece non sarebbe meglio una bella cioccolata. Prontamente il letto girevole scaraventa via la bella ragazza (...)
Ileana Montini
Prontamente il letto girevole scaraventa via la bella ragazza e dal cielo piove una donna di colore, che sta a incarnare la cioccolata. Il ragazzo intanto ci ripensa e decide che anche un buon cappuccino non sarebbe poi male. Così, la splendida bionda ripiomba sul letto e le due donne si ritrovano insieme a stringersi la mano per soddisfare il desiderio del giovane. E’ questa la pubblicità della nuova caffettiera Bialetti.
Melania G. Mazzucco nel suo straordinario romanzo storico sul pittore veneziano Tintoretto ( La lunga attesa dell’angelo,ed.Rizzoli) , gli fa dire che il corpo delle meretrici è “Corpo da materasso, da sesso e da orgasmo –il corpo che solo gli uomini sanno vedere. Corpo svelato, corpo ostentato, corpo goduto.”. E d’altronde ancora si dice “donne di piacere”, intendendo il sovrano desiderio dei maschi adulti che richiede donne a disposizione per “lo sfogo”. Donne che si possono trovare per la strada a pagamento, ma in mancanza di denaro dappertutto; all’uscita della discoteca , alla fermata dell’autobus, in casa in occasione di un furto ecc..
I quattro giovani romeni hanno dichiarato quello che sanno che è legittimo dire al loro Paese come in Italia: “volevamo divertirci”. Chiara Saraceno intervistata da la Repubblica (29 gennaio,2009) ha detto di essere rimasta colpita dalle parole gridate dopo l’arresto dello stupro di Capodanno:”Consegnatelo al padre di lei, ci penserà lui”. Il corpo delle donne, ribadisce la sociologa, continua ad essere una proprietà maschile.
Già presente tra i giovanissimi come si evince dall’episodio della ragazzina filmata a insaputa del fidanzato mentre facevano l’amore per condividere tra amici le immagini. Ma cosa vedono e sentono i bambini e le bambini, gli adolescenti?
Per esempio, il persistere dell’usanza del padre che accompagna la figlia all’altare. E’ una sorta di condizionamento che ha la forza di uno spot pubblicitario: le donne appartengono al capo famiglia il marito e padre. E, in mancanza appartengono ai figli e ai fratelli. Non importa se il nostro diritto di famiglia ha cancellato la figura giuridica del capo famiglia e il reato delle attenuanti per il “delitto d’onore”.
Marc Lazar, sociologo e politolago francese specializzato sul Paese Italia, nel suo ultimo saggio “L’Italia sul filo del rasoio, la democrazia nel Paese di Berlusconi” (ed.Rizzoli), scrive che “Il cambiamento in Italia non corrisponde a un taglio netto con la tradizione, in cui quest’ultima sarebbe irreparabilmente gettata a mare. No, esso genera una ‘modernità tradizionale’: l’irruzione dell’innovazione e del nuovo è legata indissolubilmente alla persistenza della tradizione e del vecchio.”. Un “vecchio” che perpetua addirittura il modo di pensare di qualche secolo fa.
Il Cavaliere sarebbe l’araldo di una modernizzazione tradizionale che consiste nel rimodernare il Paese “pur rispettando le tradizioni”. Ecco perché a tanti piacciono (e lui lo sa) le sue battute, come quella dopo gli ultimi stupri che per le belle donne non ci sono abbastanza soldati.
E’ un’immagine forte proprio secondo la tradizione patriarcale perché le donne –le proprie – vanno difese contro gli altri, gli stranieri che violandole recano offesa ai padri, ai fidanzati, ai mariti, ai figli e ai fratelli. I giovani scalmanati che urlavano e chiedevano di avere tra le mani i quattro romeni arrestati in fondo manifestavano la rabbia per l’offesa ricevuta. Loro sono gli offesi, le donne secondariamente. E’ la logica della guerra, cioè i diritti dei soldati sempre agiti anche recentemente in ogni luogo del pianeta, contro le donne dei vinti. È la logica che giustifica gli italiani quando vanno a prostitute straniere schiavizzate.
A una cena di questi giorni il discorso scivola sui fatti di stupro e uno psicologo psicoterapeuta di una certa età, interviene per specificare che bisogna pur sempre distinguere tra palpeggiamenti e stupro vero e proprio: i palpeggiamenti non sono da considerare violenza. Un altro analista durante una seduta di psicoterapia di gruppo afferma che i maschi sono per natura portati alla poligamia. Una donna psicoanalista, accorgendosi che la targhetta sul portone di casa di una paziente porta il cognome suo e del marito, le fa notare che dovrebbe esserci soltanto quello di lui a indicare la famiglia; anche se non ci sono figli.
E’ questo il nostro habitat, il nostro mondo valorico.

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