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http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana

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venerdì 23 gennaio 2009

le posizioni del vticano... da:ilpaesedelledonneonline

Le posizioni del Vaticano non rappresentano il comune sentire neppure delle persone di fede
Da cattolica dico: Non deve mai essere possibile che tutti diventino cattolici per legge
Non mi piace definirmi "cattolica" quando si discute di questioni che riguardano la pluralità del sentire; ma ritengo di doverlo fare quando chi ha autorità religiosa non solo si fa dogmatico verso l’interno della propria comunità, ma impone il valore giuridico (...)
Giancarla Codrignani
Non capisco l’ostinazione della Chiesa cattolica a farsi del male: nonostante le sue stesse agenzie di informazione enuncino il sempre più forte distacco dei cattolici dalla pratica religiosa, non tenta neppure la carità della distinzione fra erranti ed errori e, soprattutto, non argomenta con richiami ai testi evangelici per diventare convincente. Si appoggia agli atei devoti e ad un governo che strumentalmente la finanzia per riceverne (e, malauguratamente, la riceve) la benedizione.
Negli ultimi tempi il Vaticano si è opposto in sede Nazioni Unite alla legittimazione dell’omosessualità e della libertà relazionale degli handicappati sulla base di principi che sono inaccettabili come prassi di una chiesa davvero umana e cristiana, ma che risultano ancor più incompatibili con il rispetto dei diritti mani per uno stato, come è il Vaticano quando si rappresenta all’Onu. Si tratta di questioni che non rappresentano il comune sentire neppure delle persone di fede.
E che, comunque, invitano a comprendere che, se si accetta la laicità e non si intende violare la separazione stato/ chiesa del Concordato, bisogna cercare di affrontare problemi che diventeranno sempre più impegnativi per la morale comune senza impugnare la spada del dogmatismo.
Rispetto al caso Englaro credo che, quando la presidente Bresso dice che "l’Italia non è il paese degli ayatollah", intenda usare una metafora per dire che l’Italia non è il Vaticano. Il ministro Sacconi lo sa bene e, secondo la solita prassi di adeguamento a logiche estranee ai fondamenti giuridici del nostro stato, ha mandato una circolare il cui imperio è zero rispetto alla sentenza della Cassazione e, soprattutto, all’art.32 della Costituzione ("...Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana").
Credo che non solo il card. Poletto o il Papa, ma chiunque di noi avrebbe difficoltà se fosse tenuto personalmente a staccare la spina, ma deve essere data facoltà a chi, come un padre che ha resistito per quasi vent’anni al dolore di vegliare una figlia morta che non muore, di ottenere la fine dell’accanimento terapeutico. Chi conosce gli ospedali sa che da sempre, soprattutto con i più poveri, ma in generale da parte dei medici più pietosi, la vita viene difesa "finché c’è speranza"; e solo le odierne tecniche sofisticate consentono di sperimentare la conservazione della vita biologica.
Come donne abbiamo già sperimentato - e continuiamo a subire - la persecuzione clericale della priorità da dare, in nome della vita, all’embrione. Nessuno come la donna sa che una cellula fecondata non è uguale ad un ovulo e uno spermatozoo separati; ma la donna sa anche di non avere ancora la libertà sessuale per decidere di essere madre e, se cattolica, non può ricorrere alla contraccezione neppure nei paesi a rischio aids. Le donne hanno dovuto accettare l’esistenza dei medici obiettori negli ospedali pubblici - ricordiamo che l’obiezione al servizio militare era nei confronti di un "dovere costituzionale", mentre la struttura ospedaliera pubblica è al servizio del cittadino secondo le leggi dello stato -; anche per il futuro testamento biologico potrà avvenire la stessa cosa.
Ma, mentre i cattolici osservanti potranno agire secondo coscienza senza problemi, non deve mai essere possibile - lo dico da cattolica - che tutti diventino cattolici per legge. Tanto più che, per noi cattolici, c’è liceità di morire di guerra.
Data di pubblicazione: 2301 09

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