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giovedì 18 dicembre 2008

ENERGIA ALTERNATIVA

da:wikipedia
Per fonte di energia alternativa (o anche energie alternative) si intende un modo di ottenere energia elettrica fondamentalmente differente da quella ottenuta con l'utilizzo dei combustibili fossili, che costituiscono le fonti "non rinnovabili".
Spesso tale classe di fonti energetiche viene confusa o assimilata a quella delle fonti di energia rinnovabile (che in inglese sono sinonimi) o anche a quella delle fonti energetiche in grado di permettere uno sviluppo sostenibile. In realtà le fonti di energia alternativa comprendono una classe più ampia di forme di produzione di energia comprendendo "qualunque" modo di produzione di energia che non avvenga mediante l'utilizzo di combustibili fossili. Una differenza sostanziale ad esempio è la presenza fra le fonti alternative dell'energia nucleare, che non viene compresa nelle altre due classi.
Il termine divenne di uso comune negli anni '70, a valle delle crisi petrolifere del 1973 e 1979, che avevano fatto vedere in maniera chiara le problematiche poste da un mondo dell'energia troppo dipendente dal petrolio e, in generale, dall'approvvigionamento di fonti fossili.
Negli ultimi trent'anni sono state investite nella ricerca in tal senso molte risorse umane ed economiche. Nonostante ciò, uno dei problemi è rappresentato da conflitti d'interesse tra chi dovrebbe investire i fondi nella ricerca e chi produce attualmente l'energia o chi vende petrolio: di conseguenza vengono a mancare le alternative per il futuro.
Ad oggi sta aumentando, da parte di numerosi ricercatori la preoccupazione per il futuro energetico dell'umanità. Secondo modelli ritenuti generalmente validi come ad esempio il modello di Hubbert, sembra che il petrolio sia in fase di esaurimento (molti pensano che si stia superando il picco di Hubbert). Se ciò si rivelasse vero, provocherebbe delle ripercussioni enormi (alcuni parlano di ripercussioni catastrofiche) sull'economia, lo sviluppo e il sostentamento dell'umanità nei prossimi decenni (in particolare del mondo industrializzato, che maggiormente utilizza queste fonti), in quanto estremamente dipendenti dal petrolio. Una via indicata da molti per non incappare in questi eventi, è l'emancipazione dall'utilizzo del petrolio come fonte energetica, investendo risorse, ricerca e fondi nello sviluppo di fonti alternative di energia, che attualmente ricoprono una percentuale pari a circa il 20% della produzione energetica mondiale. Alcune fonti energetiche alternative sono rappresentate da:
energia nucleare (sia a fissione che a fusione)
energia idroelettrica
energia geotermica
energia ricavata dalla biomassa e biogas (anche biodiesel, vedi olio di colza)
energia eolica
energia solare (sia attraverso centrali solari termiche che fotovoltaiche)
energia del moto ondoso e delle maree
energia prodotta dalla dissociazione molecolare
Obama conferma svolta della politica Usa su ambiente (da:ansa.it)
(di Cristiano Del Riccio) WASHINGTON - Il presidente eletto Barack Obama ha confermato la sua intenzione di procedere ad una 'rivoluzione Copernicana' della politica americana sull'ambiente, dando alta priorità alla questione del mutamento del clima, scegliendo come prossimo ministro dell'Energia un fisico Premio Nobel specializzato in problemi del clima. La nomina dello scienziato Steven Chu (di origine cinese ma nato nel Missouri) è trapelata da fonti dello staff di Obama, e non è ancora stata annunciata ufficialmente, ma la scelta appare sicura così come l'intenzione del presidente eletto di mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale di una politica molto diversa da quella dell'Amministrazione Bush in materia di ambiente. Obama vede la crisi climatica come una opportunità per procedere ad una radicale riforma del modo in cui gli Stati Uniti consumano energia lanciando una serie di iniziative per incoraggiare lo sviluppo di tecnologie centrate sullo sfruttamento di fonti alternative e non inquinanti. Nella visione di Obama gli investimenti nel campo delle energie alternative offrono un doppio vantaggio: ai progressi in materia di protezione ambientale si accompagnano infatti le creazioni di nuovi posti di lavoro in settori destinati a crescere col passare del tempo. La scelta da parte del presidente eletto di uno scienziato Premio Nobel per la Fisica dal calibro di Steven Chu per il delicato e potente incarico di ministro dell'Energia conferma in modo esplicito la determinazione di Obama di voler dare una scossa alla politica americana sul clima e sull'ambiente. Chu è infatti uno scienziato 'verde' che dopo avere lasciato nel 2004 la Stanford University per diventare il direttore del Lawrence Barkeley National Laboratory si è lanciato nella 'missione' di trasformare l'istituto nel leader mondiale della ricerca sulla energia alternativa e rinnovabile soprattutto nel campo delle fonti di energia non-inquinanti. Il presidente Obama dovrà prendere una serie di importanti decisioni, in materia ambientale e climatica, nelle settimane successive al suo insediamento alla Casa Bianca. Tra queste figurano il sostegno a pacchetti legislativi che mirano a limitare la dispersione nell'aria di gas inquinanti in vista di una riduzione di tali quantitativi negli anni a venire. Si tratta anche di decidere una nuova politica sulla controversa questione delle trivellazioni petrolifere in aree a rischio ambientale, sulla concessione di permessi di costruzione di impianti a carbone, sulle norme che regolano l'attività delle centrali nucleari e sulle agevolazioni fiscali per incoraggiare lo sviluppo di risorse d'energia rinnovabile. La determinazione di Obama ad affrontare in modo aggressivo la questione climatica contrasta con l'atteggiamento tenuto per otto anni dalla amministrazione Bush in materia ambientale: la Casa Bianca ha difeso (fino a restare isolata) il più a lungo possibile la tesi che era ancora tutta da dimostrare il collegamento tra mutamenti climatici e le attività inquinanti umane. Tra i compiti più immediati del nuovo team di Obama sull'energia e sull'ambiente vi sarà quello di riesaminare, e probabilmente cancellare, molte delle norme approvate dalla amministrazione Bush in materia di inquinamento, norme che avevano scatenato le proteste degli ambientalisti per il loro contenuto non troppo 'verde'.

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