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venerdì 5 dicembre 2008

GUERRA TRA PROCURE (tratto da affaritaliani.it)

Guerra tra procure sul caso De Magistris
Venerdí 05.12.2008 08:43

Una vera e propria guerra di procure a colpi di avvisi di garanzia. Dopo il sequestro della documentazione delle indagini "Why Not" e "Poseidone" eseguito martedì scorso dai magistrati di Salerno a Catanzaro, la procura generale del capoluogo calabrese contrattacca, blocca gli atti e iscrive sette magistrati campani sul registro degli indagati. Un velenoso scontro giudiziario che nasce dalla vicenda del presunto "complotto" ai danni dell'ex pm Luigi De Magistris: l'atto di accusa nei confronti dei magistrati calabresi, che avrebbero ostacolato e annientato le ultime inchieste di De Magistris (poi trasferito a Napoli dal Csm) nelle quali erano indagati tra gli altri l'ex-Guardasigilli Mastella e l'ex premier Prodi, è contenuto in un decreto di 1700 pagine emesso dalla procura salernitana. Ma la procura di Catanzaro, "offesa" dall'azione di Salerno, non ci sta e reagisce a quello che - come lo definisce il procuratore generale Enzo Iannelli - "è un atto eversivo e inaudito".
Una vicenda dirompente sulla quale interviene anche il Colle. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che è anche presidente del Csm, prima chiede alla Procura di Salerno di inviare "ogni notizia e - ove possibile - ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti con gravi implicazioni istituzionali". Nella lettera del Colle si parla di inquietanti interrogativi" e viene inoltre paventato il rischio di "paralisi della funzione processuale". In serata, il Quirinale rivolge la stessa richiesta anche alla procura calabrese, esprimendo "preoccupazione sul piano delle conseguenze istituzionali" per quello che si configura come "un aperto, aspro contrasto tra uffici giudiziari".
La vicenda, però, continua a ingarbugliarsi. La Procura di Catanzaro ha infatti bloccato gli atti relativi alle inchieste di De Magistris già sequestrati da Salerno. Il provvedimento (un vero e proprio contro-sequestro) è stato notificato ai carabinieri campani che erano negli uffici della Procura generale di Catanzaro. Inoltre sette magistrati della Procura salernitana, fra cui il procuratore capo Apicella, sono adesso indagati dalla Procura di Catanzaro. Le ipotesi di reato sono abuso d'ufficio ed interruzione di pubblico servizio (poiché le inchieste sono tuttora in corso e la sottrazione degli atti comporterebbe un inevitabile blocco dell'attività di indagine).
In giornata c'è stata anche la riunione plenaria del Csm con l'intervento del vicepresidente Nicola Mancino, che si è difeso dalle indiscrezioni diffuse via stampa. "Il giorno in cui una campagna di stampa dovesse incidere sulla mia autonomia non ho difficoltà a togliere l'incomodo" ha detto riferendosi alle notizie pubblicate dal Giornale secondo cui sarebbe coinvolto nell'inchiesta della Procura di Salerno sul "complotto" contro de Magistris, il cui trasferimento è stato deciso proprio dal Csm. "Non vorrei avere su di me neppure l'ombra di un sospetto - ha detto Mancino -, il giorno che dovesse accadere non avrei esitazione a lasciare. Non ho mai telefonato a Saladino - ha chiarito Mancino parlando dell'ex presidente della Compagnia delle Opere e principale indagato nell'inchiesta «Why Not» -, la chiamata partita da uno dei miei numeri di telefono è stata fatta da un'altra persona, da un rappresentante di Comunione e liberazione, Angelo Arminio, che nel 2001 era nella schiera dei miei collaboratori".

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